Insegnare con gli strumenti digitali
Dall’inizio del secolo ad oggi gli strumenti informatici hanno via via trasformato il modo di fare didattica, soprattutto di produrre contenuti. Dai powerpoint ai blog degli insegnanti, dall’automazione dei registri all’automazione delle informazioni su grandi piattaforme ministeriali per ciò che riguarda l’ambito gestionale e statistico, gli strumenti informatici hanno via via trasformato il modo di fare didattica.
Se solo 15 anni fa la LIM era lo strumento interattivo più avanzato con contenuti statici, adesso le digital board hanno potenziato notevolmente le aule. Ciò senza dubbio è merito dell’impiego di consistenti risorse economiche a regia UE che hanno tentato di plasmare la nuova scuola.
Ma alle ingenti risorse tecnologiche non sempre ha fatto seguito una formazione adeguata. I docenti hanno iniziato quasi sempre ad utilizzare gli strumenti da autodidatta. Molto spesso le attività di formazione non erano in sintonia con gli strumenti usati a scuola. Tutto questo, spesso, era conseguenza del fatto che la progettualità sulle tecnologie a scuola è sempre demandata all’autonomia dell’istituzione stessa. E non sempre le istituzioni hanno avuto un disegno lungimirante su dove condurre l’istituzione sul piano delle strategie didattiche mediate dalla tecnologia.
Il vero salto di qualità sulla formazione gli insegnanti lo hanno fatto nel periodo Covid e precisamente nel biennio che va dal 2020 al 2022. Questo biennio è caratterizzato da una intensa attività di autoformazione da parte dei docenti. Uno dei motivi sicuramente è da ricercare nella voglia di inventarsi una didattica a distanza mai vista prima, magari attrezzandosi con strumenti appresi velocemente. Quel periodo senza dubbio ha prodotto effetti positivi. Se pensiamo, ad esempio, che concetti come virtual classroom, videoconferenza, videoregistrazione di lezioni, produzione massiva di contenuti multimediali in proprio, nel 2019 non erano quasi per nulla presenti nell’immaginario collettivo di un milione di insegnanti italiani, adesso tutto questo sembra essere pura, semplice ed ovvia realtà. Eppure sono passati solo pochi anni, appena il tempo di un ciclo scolastico. Ciò è chiara dimostrazione che le esigenze concrete spingono spesso il sistema ad adeguarsi e aggiornarsi.
Un altro aspetto sicuramente vantaggioso, nonostante la triste coincidenza della pandemia, era costituito dalla necessità di stare in casa, soprattutto nel primo anno. Questa necessità ha messo molti insegnanti in condizioni di trovare il tempo per imparare nuove tecnologie da imparare oggi per metterle a frutto il giorno dopo.