Intelligenza artificiale a scuola, il Ministro la propone ma senza fondi: le nozze coi fichi secchi.

Intelligenza artificiale a scuola,  il Ministro la propone ma senza fondi: le nozze coi fichi secchi.

Si chiude Didacta 2026 una edizione all’insegna dell’intelligenza artificiale. A Firenze abbiamo visto intelligenza artificiale ovunque, tutto era intelligenze artificialmente, persino i banchi di legno lo erano. E’ chiaro ed è doveroso anche ammettere che non possiamo più ignorare l’Intelligenza artificiale come strumento per la didattica.

Quello dell’IA a scuola è un tema che al momento presenta dei vuoti di legge o almeno delle norme non definitivamente applicate. Se da un lato la tecnologia progredisce velocemente, dall’altro la norma non riesce a tenerne il passo. Ho fatto una analogia con la diffusione della motorizzazione più di un secolo fa. Ci si trovava in città già piene di auto ma senza un adeguato meccanismo di regole, codici, segnaletiche, individuazione dei rischi, limiti e tutto ciò che possa consentire ad una tecnologia di essere usata per bene. Il primo codice della strada vede la sua applicazione nel 1933, dopo qualche decennio di incidenti, caos, e regole caserecce.

Ecco, l’IA al momento si trova in un contesto privo di regole precise. O almeno queste ci sono (AIAct europeo e sue declinazioni nazionali) e non sono adeguatamente recepite da enti pubblici e privati.

L’11 novembre 2025 il nostro governo emanava il decreto 219/2025 con cui si stanziavano 100 milioni di euro finalizzati ad aiutare le scuole affinchè tutti coloro i quali la vivono tutti i giorni fossero formati sulle regole, le norme, i rischi, le opportunità dell’IA a scuola. Non si tratta di formazione sulla didattica ma formazione sull’AI Literacy, la competenza di base che come minimo dovrebbe consentire a docenti, personale della scuola e studenti di riconoscere i rischi e avere consapevolezza nell’uso di questi strumenti.

Da allora si attende un decreto attuativo che a distanza di 4 mesi non arriva. I soldi ci sono ma non sono nelle casse delle scuole, nè si conoscono le regole su come usarli. Sono pochi, circa 12mila euro per istituto ma potrebbero essere sufficienti a consentire alle scuole di essere in regola.

In regola su cosa? Il decreto la legge 132 del 23 settembre 2025 entrata in vigore il 10 ottobre 2025 norma tutto l’uso di IA a scuola e nello specifico fissa nel 2 agosto 2026 il termine ultimo per mettersi in regola.

Risultato: le scuole per prima cosa hanno bloccato l’accesso a qualsiasi strumento IA a scuola , in mancanza di un adeguato regolamento, come è giusto che sia ma senza fondi non sono in grado di procedere. Cosa aspetta il Ministro Valditara a fare il prossimo passo?

Nel frattempo noi ci siamo mossi, abbiamo messo su un percorso in 4 fasi che consente di raggiungere gli obiettivi, dalla creazione di un gruppo di lavoro su AI alla formazione di tutto il personale della scuola fino all’implementazione di strumenti per la sicurezza.

Eccovi il link per chi vuole saperne di più:

https://scuoladigitaleacademy.it/formazione.html

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Salvo Amato