Le nuove tecnologie e l’obsolescenza programmata, chi ci tutela?

Quello dell’obsolescenza programmata è un tema che seguo da tanto tempo. Un tema che è molto vicino ai consumatori che fanno uso delle nuove tecnologie e che di fatto costringe a continui aggiornamenti anche laddove un dispositivo sarebbe perfettamente funzionante e in grado di svolgere il proprio ruolo.

Qualche esempio può servire per schiarire le idee. Cominciamo dagli smartphone. I nuovi sistemi operativi Android e iOS fagocitano risorse in modo mostruoso. Spesso è stato scoperto che ne usano più di quante ne servano in effetti. Così un aggiornamento Del sistema operativo effettuato su uno smartphone non più nuovo ma acquistato solo 2 anni fa lo rende di fatto obsoleto. Tutto ciò provoca la necessità di disfarsene per comprarne uno più recente. Apple non va per il sottile. Di fatto si rifiuta addirittura di aggiornare vecchi iPhone come ad esempio gli iPhone 5s con le nuove versioni del sistema operativo. S non ci fossero altri problemi correlati ciò non sarebbe un danno grave. Il monopolio delle app delegato agli App Store di Apple e Google gestisce un meccanismo contorto delle versioni e delle compatibilità. Addirittura Apple spinge gli sviluppatori a realizzare app aggiornate con il nuovissimo sistema operativo, quindi se scarichi quell’app e non hai il nuovo sistema operativo puoi dire addio alla possibilità di utilizzarla. Quindi di riflesso l’oggetto investito dal monopolio della distribuzione delle applicazioni risulta essere obsoleto pur essendo ancora in ottime condizioni e tecnicamente in grado di fare il proprio lavoro.
A scuola abbiamo 24 iPad acquistati a fine 2012, pare seconda generazione. Sono in perfette condizioni, in ottimo stato ma OBSOLETI. Non possiamo aggiornarli al nuovo sistema operativo. L’aggiornamento si ferma a iOS 9, per nulla sufficiente ad accoglier importanti app che sono state riviste e ricompilate per il sistema più recente. Quindi che si fa? Non è forse un peccato disfarsi e buttare ben 24 iPad? Non sarebbe il caso che il legislatore ponesse dei paletti ad un modo truffaldino di gestire il marketing dei dispositivi elettronici? Anche per windows si può dire la stessa cosa pur parlando di intervalli di tempo più ampi. Il caro vecchio windows XP non è più aggiornabile quindi a rischio. Cosa accade dei vecchi PC? In quel caso per fortuna nessun blocco, basta riciclarli con il caro Linux magari con una distro leggera che consente comunque di far funzionare ancora dei vecchi computer visto che spesso le casse delle scuole sono vuote.
Una conseguenza da non sottovalutare riguarda anche la spazzatura elettronica. Tutti i dispositivi obsoleti sono difficili da smaltire, la loro fabbricazione effettuata anche con  materiali nobili e costosi è fatta in modo tale che riesce difficile separare le materie prime di cui sono costituiti. Se un telefono cellulare, un tablet hanno una durata media di 2-3 anni per via dell’obsolescenza programmata, ogni 2-3 anni tutta l’utenza mondiale dovrà disfarsi di tutti i dispositivi che ha in casa, funzionanti ma ormai inutili.

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