Che fine ha fatto la carta del docente? Pare sia stata abolita!

Che fine ha fatto la carta del docente? Pare sia stata abolita!

la carta del docente per 10 anni ha rappresentato un valido strumento per gli insegnanti. Attraverso la carta del docente essi hanno acquistato strumenti per il proprio lavoro, corsi, libri, tutto ciò che in qualche modo non ha inciso sul proprio stipendio. Importo esiguo, 500 euro, importo fisso da 10 anni, importo che qualcuno diceva che quest’anno dovrebbe diminuire.

Finalmente la carta del docente è stata estesa anche ai docenti precari, circa 250mila persone. Il governo ha dovuto contarli uno ad uno e per questo ha avuto bisogno di tempo. Sino al 31 dicembre, ci diceva il ministro, perchè è fino a quella data che loro possono essere nominati.

Poi la doccia fredda: l’importo sarà diverso, ridotto, rivisto. L’importo si otterrà partendo dalle somme stanziate diviso per il numero dei nuovi beneficiari, quindi alla romana. E se prima occorreva farsi bastare gli stanziamenti di 380 milioni per 700 mila insegnanti adesso occorre dividerli per quasi un milione di persone.

Ma gli insegnanti aspettano, non protestano, vanno bene anche 400 euro, anche meno. Il Ministro a domanda risponde ma le risposte non riguardano la domanda. Quindi se chiedi quando verrà erogata Valditara ti dice che si potranno comprare anche biglietti aereo per chi è fuori sede, se chiedi quale sarà l’importo esatto, lui ti dice che ci saranno più controlli su chi ha barato in passato comprando smartphone o lavatrici, come se non fosse in grado di sanzionare chi sbaglia ed invece intende sanzionare proprio tutta la categoria.

Andando sul sito della carta del docente a dicembre si poteva leggere che essa sarebbe stata disponibile a gennaio. Poi ci vai a gennaio e il messaggio rimane, ci torni a febbraio ed il messaggio è sempre lo stesso: a gennaio la carta sarà disponibile. Adesso al 3 marzo pare che quel messaggio sia scomparso ma dove è finita la carta del docente?

Qualcuno pensa che sia stata abolita nel silenzio assordante della quasi totalità degli insegnanti, impegnati come sono in altre faccende. Se ne ricorderanno quando sarà troppo tardi.

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Salvo Amato